Per addormentare mia figlia, gli sussurro fin dal suo primo giorno di vita il ritornello di Bird Song:

Don’t cry now, don’t you cry, don’t you cry anymore.
See in the stars, don’t you cry, dry your eyes on the wind.

Pochi minuti dopo la sua nascita, solo con lei mentre piangiucchiava tra le mie braccia non ho saputo altro che sussurarle quei versi.

Quando ora, dopo diversi mesi, cerco di calmarla o di addormentarla canto quel ritornello. Lei, puntuale, mi guarda con i suoi occhioni profondi, e si ferma per un attimo. E io torno a commuovermi.

Bird Song è sempre stata una delle mie canzoni preferite dei Grateful Dead. Da qualche tempo, per i motivi che ben potete capire, è diventata ancora  più speciale.

I puristi mi obietteranno che ho modificato il testo.

E’ vero.

Laddove Zio Jerry canta “sleep in the stars“, io preferisco cantare “see“. Mi piace più in questa versione.

Non so se Robert Hunter, il paroliere, e Capitan Jerry mi perdoneranno per la licenza, ma l’importante che funzioni. E con la mia pupa…. lo fa!

Se la notizia ha tediato i venticinque lettori del blog, per farmi perdonare niente di meglio che gustarsi Birds Song, eseguita dal vivo, nel 1980 alla Radio City Music Hall, dai nostri Morti Riconoscenti.

Che spettacolo!

Annunci