american beauty_itunes

Da qualche tempo, visitando l’home page del sito della Apple capitava di vedere questa immagine (pubblicitaria) che lanciava il nuovo iTunes (in questi giorni, dopo il lancio della nuova linea di iMac e Mac Mini, non so, onestamente, se sia ancora visibile).

Come potete vedere, Apple, azienda nota per la maniacalità con cui essa cura il design dei suoi prodotti e delle sue campagne pubblicitarie, nella grafica della suo sito, ha scelto di inserire la copertina di “American Beauty” dei Grateful Dead.

American Beauty“, come noto, non è solo il titolo del (famoso) film premio Oscar nel 1999, ma è anche il titolo del quinto album dei nostri beniamini, uscito nel novembre del 1970, uno dei loro maggiori successi.

Quando ho visitato il sito, la cosa mi ha fatto un immenso piacere, ma ha rinnovato un mio dubbio.

Fra le infinite possibilità che Apple aveva (utilizzando band o cantanti oggi molto più popolari e con un mercato maggiore), essa ha inserito la copertina di questo vecchio album di una vecchia band. E’ evidente che la scelta non è stata casuale. Nulla è mai casuale in una campagna di marketing di Apple. Certo, si può sostenere che Cupertino e San Francisco non siano lontani e mettere quella copertina (peraltro bellissima) sia un omaggio a San Francisco piuttosto che alla California. Si può sostenere che sia un richiamo al passato lontano di Steve Jobs, oppure che così si ricordi ai clienti che è possibile scaricare tanto la musica “di oggi” che quella “di una volta“. Si può sostenere che i Grateful Dead hanno da sempre incarnato il concetto del “Think Different“,  già oggetto di una campagna pubblicitaria di culto (a proposito, si veda anche quando detto qui in un mio precedente post).

Si possono fare mille congetture, ma continuo a chiedermi come mai uno dei siti più famosi e visitati al mondo, un sito studiato per il rigore del suo design e della sua usabilità, decida di mettere l’immagine di un album di 39 anni fa.

Se è un  fatto noto che, nella loro lunga carriera (1965-1995), i G.D. hanno incontrato il favore di più generazioni di fans, io, però, continuo a chiedermi come mai, a fronte di tale scelta, in Italia quando parlo di Jerry Garcia e dei G.D. vedo sguardi tra l’inespressivo e l’interrogativo. “Grateful…chi?” è la solita – frustrante – risposta (sorvolo sulle facce che provoco quando mi avventuro ad indossare qualche loro t-shirt: teschi e rose?).

Bisognerà avvisare Steve Jobs e i guru del markenting Apple, che hanno messo  degli illustri sconosciuti nella loro home page!?

Del resto, i (strabilianti) risultati finanziari dalla loro azienda e del loro iTunes Store in questi tempi di crisi spiegano molto bene la stranezza delle scelte.

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