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Per i deadhead “nostrani” una bella notizia.

Per tutti quelli che non hanno la possibilità di andare negli States, il concerto del 6 luglio 2015 lo si potrà vedere almeno al cinema, trasmesso in diretta, nelle strutture di nexodigital.

Sono numerosi in giro per l’Italia. Qui trovate l’elenco dove proietteranno l’evento: http://www.nexodigital.it/1/id_413/Grateful-Dead—Fare-Thee-well-LIVE.asp

 

Preparate i popcorn!!!!

Da notare, inoltre, che l’evento ha avuto rilievo anche nella stampa nostrana.

Aveva iniziato il Buscadero con una bella copertina  segnalata prontamente dal buon Paolo: 

Oggi, si é aggiunta alla Festa anche Repubblica:

  

…insomma, poco ma “eppur si muove”!  

 

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La notizia era nell’aria.
Dai vari social e dai profili “istituzionali” dei Nostri si capiva da tempo che stava bollendo in pentola qualcosa.

Sussurri… si dice… si narra… tradunt….

Solo negli ultimi giorni ho visto innanzitutto la foto di Bob, Carolyn e Mickey riuniti intorno ad un tavolo. Si preparavano “some plans“….10622938_1540665092857347_881734357362548391_n

Poi, il profilo di Bobbone Weir annunciava importante novità in arrivo.
Oggi si é svelato l’arcano: REUNION!!
Et voilà: “FARE THEE WELL: celebrating 50 years of Grateful Dead“.
Tre serate a Chicago, tra il 3 ed il 5 luglio 2015…. come “Grateful Dead“.

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La Banda – per dirla come Jake – dei “core four” sarà completata da Trey Anastasio (guitar), Jeff Chimenti (keyboards), and Bruce Hornsby (piano).

Promessi due set a serata. Chi va e ci fa il report????

P.s. E’ vero torna così on the road lo storico nome ed il relativo marchio. Mi fa piacere, ma anche un po’ di tristezza. Torna senza Jer, senza IL Capitano. E quest’anno, appunto, saranno 20 anni dalla scomparsa. La magia non sarà la stessa.

We will miss you.

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Come già segnalato dal saggio Pierluigi nei commenti di altro post, il nostro Phil Lesh con i “giovin” discepoli della Terrapin Family Band approderanno in Europa, a Londra per l’esattezza, per due date il 29 e 30 luglio all’O2 Arena.

Biglietti qui in prevendita dal 11 aprile 2014.

Qualcuno vola nella perfida Albione?

 

* una scusa per raccontarvi di una nostra giornata a Los Angeles 🙂

Ed eccoci a Los Angeles la mattina del sei ottobre con ancora le sensazioni addosso della serata precedente e la previsione di un’altra “epica” giornata davanti a noi.

Ci fiondiamo subito a mangiare qualcosa di “leggero”

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e via per le strade di LA….

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Un saluto a tutti, ecco il resoconto delle prima serata al GREEK THEATER  di Los Angeles.

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Arriviamo il giorno stesso del concerto, noleggio l’auto, sbagliamo un’uscita dell’Harbor Fwy e ci perdiamo nel traffico….poi finalmente al motel strategicamente vicino al luogo magico dove fra pochissimo i FURHTUR si esibiranno.

Piccolo tragitto in autobus, scendiamo assieme ad una DEADHEAD che sgancia la sua bici dal rostro posto davanti al bus, un paio di sorrisi e “se mi spettate che saluto un amico, arriviamo allo show assieme..” dopo un paio di minuti ritorna (da un negozietto – quello dell’amico) e così ci incamminiamo verso il Greek Theater su per il boulevard Leggi il seguito di questo post »

Ciao a tutti, esattamente un mese fa mi stavo preparando per il primo spettacolo dei Furthur a L.A. al Greek Theater.

Sono arrivato alle 19.20 circa, perdendomi le prime due songs….per adesso vi posto solo qualche foto perchè non sono ancora pronto per un resoconto dettagliato delle due serate.

Comunque l’atmosfera rimane sempre surreale e , per me, quasi “fiabesca” 🙂
Bisognerebbe esserci anche solo per tutto il contorno che ruota prima, durante e dopo lo show!!!

Il primo set finisce con Althea cantata dal figlio di Willie Nelson, il secondo parte con China/Rider ed è una continua cavalcata fino alla fine.

Bella gente sugli spalti:

……Thomas, questa è la tua 🙂     ……quella luce non è un faro, è il mio terzo occhio “illuminato” dalle buone vibrazioni 🙂 🙂

Piccoli DeadHeads crescono……e vi posso assicurare che sono rimaste sempre molto attente tutto il concerto, incredibile!!!!

…senza cappello assomigliava molto al nostro Old Jerry!

Sabato pomeriggio, searching for a Miracle 🙂

Ci incamminiamo verso gli spalti.

…..altro aggiornamento nei prossimi giorni 😉

Salutoni a tutti.

L’amico Paolo  scrive in un commento:

Hey Now,
ora qualcosa di completamente diverso.
Ieri pomeriggio quasi per sbaglio riprendo in mano, dopo molto tempo, la doppia raccolta ” Fallout From The Phil Zone” e invogliato dalle note di Phil alle canzoni ho riascoltato “Vision Of Johanna”. Phil dice “Trovo la sua chitarra solista su questa versione indicibilmente toccante” e quindi incuriosito ho messo il cd sul lettore.
Mi aspettavo una buona parte musicale ed una sufficiente parte vocale anche perché siamo a Philadelphia il 18 marzo 1995 ed il Nostro non era proprio in forma smagliante!
Oltre ogni mia aspettativa ho scoperto un Garcia in gran forma, regge molto bene il cantato ed alla fine non sono riuscito a percepire fino in fondo quello che riferiva Phil bensì sono rimasto imbambolato a quasi incredulo sentendo alcuni passaggi vocali intensi, sofferti, carichi di pathos, a mio avviso molto meglio di parecchie versioni cantate da Dylan.
Ci mette l’anima e queste ultime forze escono dal suo corpo malato trasformate in soffio vitale, non per Lui ma per noi che rimasti qui, ora ce ne cibiamo con gran giovamento!

Vi invito quindi, a riscoprire questa compilation perché ha il merito di rendere disponibili alcune chicche che fino alla pubblicazione di questi due CDs era altamente improbabile poter ascoltare con una qualità audio così alta.

Imperdibili sono…tutte naturalmente :)

Jack-A-Roe in una versione molto particolare, grandissima.
Mason’s Children…finalmente!
Hard To Handle (8/6/71): la migliore versione di sempre tratta da un AUD, poi anche ripubblicata nel bonus disc di Road Trips Vol.1 No.3, imperdibile.

Buon ascolto.

Ciao
Paolo

YouTube è sempre una miniera d’oro, per noi poveri cercatori europei.

Ecco il concerto integrale dei Furthur suonato negli TriStudios e trasmesso in streaming online lo scorso giugno.

Vederlo sullo schermo non è certo come essere là, attraversare il parking lot ed andare sotto il palco e vivere il concerto. E’ comunque qualcosa. Secondo me, qualche vibrazione arriva comunque.

Anni fa avremmo ucciso per avere queste possibilità.

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